Appunti Prima di partire

Restyling o sito nuovo? Come si decide senza sbagliare

I criteri che usiamo noi per dire «si tiene» o «si riparte»: la struttura, la tecnica, i contenuti — e il patrimonio che non va buttato.

· 3 minuti di lettura

«Il sito è vecchio, lo rifacciamo.» Fermi un attimo: rifare cosa? Perché sotto quella frase ci stanno due lavori molto diversi — il restyling, che cambia pelle e contenuti tenendo l'impianto, e il sito nuovo, che riparte da zero — e sbagliare la diagnosi costa caro in entrambe le direzioni.

Questi sono i criteri con cui decidiamo noi, nell'ordine in cui li guardiamo.

1. La struttura regge ancora?

La domanda non è se il sito è brutto. È se le sue pagine rispecchiano ancora il modo in cui i clienti cercano.

Se l'azienda è cambiata — servizi nuovi, mercati nuovi, un'offerta che dieci anni fa non c'era — le pagine di allora raccontano un'azienda che non esiste più, e nessuna verniciata lo corregge: serve una struttura pensata da capo. Se invece l'impianto dice ancora le cose giuste nell'ordine giusto, si può lavorare sopra senza demolire.

2. La tecnica è recuperabile?

Qui si guarda sotto il cofano. Un sito su una piattaforma aggiornata e diffusa si può rinnovare. Un sito su un sistema abbandonato — il gestore sparito, il tema che non riceve aggiornamenti da anni, versioni che non si possono più toccare senza che si rompa qualcosa — è una casa con le fondamenta marce: ogni euro speso sopra è un euro appoggiato sul vuoto.

La ristrutturazione ha senso finché le fondamenta reggono. Sopra le fondamenta marce si costruisce una volta sola: male.

C'è anche il caso opposto, e va detto con la stessa onestà: siti tecnicamente sani che il proprietario vorrebbe buttare solo perché «si è stancato». Stancarsi non è un criterio. I soldi si spendono dove c'è un problema, non dove c'è la noia.

3. I contenuti si salvano?

Testi, foto, schede: cosa di quello che c'è vale ancora? Spesso la risposta è «poco» — ed è un'informazione preziosa, perché i contenuti sono la parte più lunga di qualsiasi progetto web. Se vanno riscritti comunque, la differenza di costo fra restyling e sito nuovo si assottiglia, e conviene valutare la strada pulita.

4. Il patrimonio invisibile: le posizioni su Google

Questo è il criterio che i preventivi dimenticano più spesso. Se il sito vecchio si posiziona — anche solo su poche ricerche buone — quelle posizioni sono un capitale costruito negli anni. Un rifacimento fatto male le butta nel cestino in una notte: indirizzi che cambiano senza redirezioni, pagine che spariscono, testi che perdevano le parole giuste.

Un rifacimento fatto bene, invece, traghetta il patrimonio: censisce cosa si posiziona, conserva ciò che lavora, redirige ciò che cambia indirizzo. È la differenza fra ristrutturare una casa abitata e darle fuoco per ricostruirla.

Allora, quale dei due?

La sintesi onesta: struttura e tecnica sane → restyling; una delle due compromessa → sito nuovo, portandosi dietro il patrimonio SEO. E in tutti e due i casi, prima di firmare qualsiasi preventivo, vale la guida alle sei domande che abbiamo scritto qualche settimana fa.

Sui costi non facciamo mistero: da cosa dipende il prezzo è scritto lì, con i punti di partenza veri. E se vuoi la diagnosi sul tuo caso — si tiene o si riparte? — mandaci l'indirizzo del sito: guardarlo costa niente, e la risposta che ti diamo è quella che daremmo a noi stessi.

restyling rifacimento come scegliere

Parliamo del tuo progetto

Parliamone

Raccontaci il progetto. Ti diremo cosa serve davvero.

Nessun preventivo generico. Prima comprendiamo il progetto, poi costruiamo la proposta.