Appunti SEO e AI

Google non legge il tuo sito come lo leggi tu

Tu vedi colori, foto e un bel menù. Un crawler vede struttura, titoli e testo. In questa differenza si nascondono parecchi posizionamenti.

· 3 minuti di lettura

Fai un esperimento: chiudi gli occhi e fatti leggere il tuo sito a voce alta da qualcuno, dall'inizio alla fine, senza descriverti le immagini. Quello che senti è, più o meno, quello che sente Google.

Niente colori, niente foto del capannone, niente logo animato. Solo le parole, nell'ordine in cui stanno, con la loro gerarchia. Per questo capita che siti bellissimi si posizionino male e siti modesti si posizionino bene: sono scritti per due lettori diversi, e uno dei due decide chi compare nelle ricerche.

Cosa vede davvero un crawler

La gerarchia dei titoli. Per te i titoli sono scritte grandi. Per il crawler sono la mappa del documento: un titolo principale che dice di cosa parla la pagina, i sottotitoli che la dividono in capitoli. Se la gerarchia è confusa — tre titoli principali, capitoli che saltano di grado — la mappa non si legge, e con lei la pagina.

Il testo vero, non quello disegnato. Quella bella immagine con dentro i vostri punti di forza? Per il crawler è un rettangolo muto. Il testo dentro le immagini non esiste, se non gli si affianca la sua descrizione scritta — il testo alternativo, che serve anche a chi naviga con un lettore di schermo.

Se una cosa importante è scritta solo dentro una foto, per Google non l'hai scritta.

Il biglietto da visita in linguaggio macchina. I dati strutturati sono una parte invisibile della pagina in cui il sito si presenta ai programmi: sono un'azienda, mi chiamo così, sto qui, faccio questo, questi sono i miei orari. Non si vedono a occhio, ma sono il motivo per cui alcune attività compaiono nei risultati con la mappa, gli orari e le stelline, e altre no.

La fatica del caricamento. Un sito lento non è solo scomodo: viene letto meno e meno volentieri, dalle persone come dai programmi. La velocità non è un vezzo tecnico — è una porta più o meno aperta.

Il lettore nuovo

Fin qui, Google. Ma da un paio d'anni il tuo sito ha un lettore in più: i modelli di intelligenza artificiale. Quando qualcuno chiede a ChatGPT «di chi mi posso fidare per rifare il sito a Brescia?», la risposta nasce da quello che i modelli hanno letto — e citano le fonti che sono riusciti a capire meglio.

I modelli leggono come i crawler, ma premiano ancora di più le stesse qualità: risposte chiare a domande vere, dati dichiarati, struttura pulita. Scrivere per farsi citare è un lavoro con le sue regole, ed è il fratello nuovo della SEO di sempre.

La morale è semplice

Non devi scegliere fra un sito bello e un sito leggibile: le due cose convivono benissimo, ma la seconda non viene gratis con la prima. Va progettata: gerarchia, testi, descrizioni, dati strutturati, velocità. Nel nostro metodo è un pezzo del lavoro fin dal primo giorno, non una sistemata a fine cantiere.

Se vuoi sapere come legge Google il tuo sito di adesso — cosa vede, cosa gli manca, cosa lo frena — chiedicelo: è un controllo che facciamo spesso, ed è sempre istruttivo. A volte anche per noi.

crawler struttura dati strutturati

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