Siti web B2B · processi complessi

Quando il servizio è complesso il sito lo rende semplice

Processi più lunghi, più persone coinvolte, informazioni tecniche.

Percorso decisionale

Conoscete il vostro lavoro. Il sito lo racconta a modo vostro.

Che cos'è un sito B2B

In breve Nel B2B il sito non convince una persona: accompagna una decisione che passa da più uffici e matura nel tempo.

Un sito B2B non deve convincere una persona a comprare adesso: accompagna una decisione che coinvolge più persone e matura nel tempo, passando da un ufficio all'altro.

L'ufficio acquisti guarda condizioni e affidabilità, l'ufficio tecnico cerca specifiche e certificazioni, il titolare vuole capire chi ha davanti. E il vostro commerciale ha bisogno di qualcosa da mostrare in trattativa senza rispiegare tutto.

Il sito deve far trovare a ciascuno la sua risposta senza costringerlo a chiederla: la struttura nasce dai percorsi di chi legge, non dall'organigramma. È così che un sito B2B ben fatto accorcia le trattative invece di allungarle — e fa fare bella figura a chi lo mostra.

Cinque persone diverse. Un solo sito.

Acquisti

Vantaggi e affidabilità.

Ufficio tecnico

Specifiche e applicazioni.

Titolare

Solidità e visione.

Commerciale

Da usare in trattativa.

Candidato

Identità e cultura.

Risultato

Meno distanza col mercato.

Quando serve e quando no

Un sito B2B serve se

  • Il vostro prodotto va spiegato prima di poter essere venduto
  • Chi vi contatta chiede sempre le stesse cose tecniche
  • I commerciali mandano PDF perché il sito non basta
  • Vendete a settori diversi, con esigenze diverse
  • Vi valutano più persone prima di arrivare a voi

Serve invece altro se

  • Vendete al consumatore finale: è un sito aziendale o un e-commerce
  • Serve una pagina per una fiera o una campagna: è una landing page
  • La struttura tiene e va rinnovato l'aspetto: è un restyling
  • Il sito spiega bene ma non vi trova nessuno: è un lavoro di SEO

Domande frequenti

In cosa è diverso un sito B2B da un sito aziendale?

Un sito aziendale presenta l'impresa a un interlocutore solo. Un sito B2B è organizzato per più figure che valutano cose diverse: chi cerca specifiche tecniche, chi cerca condizioni commerciali, chi cerca solidità. Cambiano la struttura delle pagine, la profondità dei contenuti e il tipo di prove da mostrare.

Dobbiamo pubblicare le specifiche tecniche dei nostri prodotti?

Solo quelle che servono a farvi valutare. L'obiettivo non è mettere online il catalogo intero, ma dare all'ufficio tecnico gli elementi per capire se siete adatti. Quello che è sensibile o riservato resta fuori, oppure dietro una richiesta: decidiamo insieme dove mettere il confine.

Serve un'area riservata per clienti e rivenditori?

Serve se avete davvero qualcosa da metterci: listini differenziati, documentazione tecnica, schede di sicurezza, storico ordini. Se non c'è un contenuto che giustifica il login, l'area riservata diventa solo un'altra cosa da mantenere e da spiegare a chi non riesce a entrare.

Chi scrive i contenuti tecnici?

Possiamo scriverli noi partendo da un'intervista a chi conosce il prodotto, di solito il responsabile tecnico o un commerciale esperto. Voi validate la parte tecnica, che deve essere corretta; noi ci occupiamo di renderla leggibile anche a chi non è del mestiere e trovabile dai motori di ricerca.

Il sito può essere in più lingue?

Sì, ed è una scelta strutturale: va decisa all'inizio, non aggiunta dopo. Ogni lingua ha bisogno di URL propri, contenuti tradotti davvero e non tradotti a macchina, e dei riferimenti tecnici che dicono ai motori quale versione mostrare a chi.

Come si capisce se un sito B2B sta funzionando?

Non dal numero di visite. Si guardano le richieste di contatto qualificate, quali pagine leggono prima di scrivere, quanto tempo passano sui contenuti tecnici e se i commerciali hanno iniziato a usarlo in trattativa. I tracciamenti li impostiamo durante il progetto, così i dati ci sono dal primo giorno.

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Nessun preventivo generico. Prima comprendiamo il progetto, poi costruiamo la proposta.