Un restyling non è cambiare colori e caratteri
Prima guardiamo cosa il sito attuale sta già facendo bene.
Non un sito più moderno. Un sito più utile.
Che cos'è un restyling
In breve Un restyling rifà un sito che esiste già senza buttare via il valore che ha accumulato: traffico, link da altri siti e indirizzi già in giro.
Un restyling non è cambiare colori e caratteri. È rifare un sito che esiste già senza buttare via quello che sta funzionando — e qualcosa che funziona c'è quasi sempre.
Un sito online da anni ha un valore che non si vede a occhio: pagine che portano visite, link da altri siti, indirizzi salvati e citati. Ripartire da zero cancellandoli significa perdere tutto in una notte — e il sito nuovo, più bello, porta meno contatti del vecchio.
Per questo prima di toccare qualsiasi cosa guardiamo i dati: cosa porta traffico, cosa converte, quali indirizzi vanno reindirizzati uno a uno. Il risultato non è un sito più moderno: è un sito più utile.
Cosa guardiamo prima di toccare
Posizioni
Le pagine che portano visite.
Contenuti
Quelli buoni restano.
Link in entrata
Valore di anni.
Percorsi
Come si muovono oggi.
Conversioni
Da dove arrivano.
Redirect
Il passaggio senza perdite.
Quando conviene e quando no
Un restyling conviene se
- Il sito è datato ma qualche pagina porta ancora contatti
- L'azienda è cambiata e il sito racconta un'altra cosa
- Da telefono è scomodo, lento o si legge male
- I contenuti ci sono ma sono disordinati
- Volete aggiornarlo da soli e oggi non potete
Serve invece altro se
- Il sito non c'è o è una pagina sola: si parte da un sito aziendale
- Il problema è vendere online il catalogo: è un e-commerce
- Vi serve una pagina per una campagna: è una landing page
- Il sito va bene e il problema è solo la visibilità: è SEO locale
Domande frequenti
Rifacendo il sito perdiamo il posizionamento su Google?
Non se il passaggio è fatto bene. Il rischio esiste ed è concreto: nasce quando gli indirizzi delle pagine cambiano e nessuno dice ai motori dove sono finite. Si evita mappando gli indirizzi vecchi su quelli nuovi con i reindirizzamenti, uno per uno, prima di pubblicare.
Si possono tenere i contenuti che abbiamo già?
Quelli che funzionano sì, ed è quasi sempre la scelta giusta: sono testi che hanno già dimostrato di intercettare qualcosa. Di solito si riorganizzano e si riscrivono in parte, non si cestinano. Quello che non porta né visite né richieste è invece peso che conviene togliere.
Che cosa sono i redirect e perché contano tanto?
Sono le istruzioni che dicono a browser e motori di ricerca che una pagina si è spostata a un nuovo indirizzo. Senza, chi arriva da Google o da un link salvato trova un errore e il valore di quell'indirizzo si perde. La parte meno visibile di un restyling, e la più decisiva.
Quando conviene invece rifare tutto da capo?
Quando la struttura non regge più: sito costruito su tecnologie non più aggiornabili, impossibile da rendere sicuro o veloce, oppure che descrive un'attività diversa da quella di oggi. Anche in quel caso però indirizzi, contenuti buoni e link in entrata vanno recuperati: si riparte dalla struttura, non dalla memoria.
Il dominio e le mail restano gli stessi?
Sì. Il dominio resta il vostro e in genere è bene tenerlo: cambiarlo significa ricominciare da capo agli occhi dei motori di ricerca. Le caselle di posta collegate continuano a funzionare, e il passaggio si programma in modo che non ci sia un momento in cui il sito non risponde.
Come si capisce se il restyling ha funzionato?
Confrontando i dati di prima con quelli di dopo, sulle stesse metriche: visite alle pagine che contano, richieste di contatto, tempo di caricamento. Per farlo servono misure raccolte prima di iniziare, ed è uno dei motivi per cui l'analisi viene prima del progetto grafico.
Parliamone
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Nessun preventivo generico. Prima comprendiamo il progetto, poi costruiamo la proposta.