Nelle statistiche di quasi ogni sito aziendale c'è una costante: la pagina «Chi siamo» è fra le più visitate. La gente ci va apposta, di solito un attimo prima di decidere se chiamarti. Ed è lì che trova, nove volte su dieci, la stessa identica pagina: «L'azienda nasce nel… grazie alla passione del fondatore… negli anni si è specializzata… qualità e attenzione al cliente».
Tutto vero, probabilmente. E tutto inutile, perché il lettore non è venuto a studiare la tua storia: è venuto a decidere se fidarsi. La pagina Chi siamo non è una biografia — è l'ultima stretta di mano prima della firma.
L'errore di prospettiva
L'errore non è di scrittura, è di prospettiva: la pagina parla di voi invece che al cliente. Racconta le tappe dell'azienda come le racconterebbe un archivio, quando il lettore ha in testa tre domande soltanto:
- Queste persone capiscono il mio problema?
- Sanno fare quello che mi serve, o lo dicono e basta?
- Se qualcosa va storto, con chi parlo?
Ogni riga della pagina dovrebbe rispondere a una di queste tre. La storia aziendale entra solo dove serve a rispondere: «dal 2014» non è una data d'archivio, è un modo di dire «non spariamo domani».
Cosa ci va, allora
Le facce. Le persone si fidano delle persone: le foto vere di chi lavora — non i modelli sorridenti delle foto d'archivio, che il lettore riconosce al volo e archivia come rumore — valgono più di qualsiasi aggettivo. Per un'azienda del territorio, poi, la faccia è mezza reputazione: qui le persone si incontrano al bar prima che in trattativa.
Il modo di lavorare. Non «massima serietà»: il come, concreto. Chi risponde al telefono, come nasce un preventivo, cosa succede se c'è un problema. È la parte che nessun concorrente può copiare, perché è davvero tua.
I fatti al posto degli aggettivi. Ogni affermazione che puoi sostituire con un fatto, sostituiscila: «esperienza pluriennale» perde sempre contro un lavoro raccontato per bene. Sul nostro, di sito, questa regola è legge — i fatti stanno qui — e la applichiamo volentieri anche ai siti degli altri.
La pagina Chi siamo perfetta risponde a una domanda sola: «perché proprio voi?». Se dopo averla letta la risposta non c'è, la pagina non c'è.
Il test dei trenta secondi
Apri la tua pagina Chi siamo e leggila con il cronometro: nei primi trenta secondi, il lettore trova almeno una ragione sua per sceglierti — o trova la data di fondazione e la mission? Se vince l'archivio, la pagina è da riscrivere. Ed è una riscrittura che ripaga più di quanto sembri, proprio perché la leggono quelli a un passo dal chiamare.
Scrivere queste pagine — con le interviste a chi l'azienda la vive, non coi modelli precompilati — è parte del lavoro sui contenuti e di ogni sito che costruiamo. Se la tua Chi siamo non supera il test, parliamone: riscriverla è uno dei migliori rapporti resa-fatica che un sito possa offrire.
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